martedì 16 dicembre 2014

Pelle di cioccolato

Ti vedo camminare tra l'indifferenza della gente,
che ti guarda abbassando gli occhi
sentendosi quasi in colpa
di chissà cosa poi.

Ti vedo camminare per le vie di questa città
che ti giudica ad ogni passo,
ma tu di colpe non ne hai,
non ne hai mai avute.

Ti vedo camminare verso un fiume
in cui sono stati soppressi molti,
uomini come te,
che di colpe ne avevano solo una.

Ti vedo camminare incessantemente
in un mondo che non è ancora pronto
ad accogliere qualcuno come te,
o come me.

Hai la pelle di cioccolato,
questa è la tua unica colpa
amico mio.

Ti seguo ancora e ti vedo camminare
sulle sponde dello stesso fiume,
ma ora i tuoi occhi si sono fatti grigi,
tristi.

Volgi lo sguardo a destra e sinistra,
in cerca dei campi di grano
biondi e dorati,
come tu non potrai mai essere.

Volgi lo sguardo in cerca del sollievo
che i raggi del sole ti offrivano
quando eri bambino,
sensazioni ormai dimenticate.

Ora il sollievo che conosci
lo stringi perennemente tra le mani:
quella maledizione da cui non riesci a staccarti
nella quale anneghi la tua disperazione.  

Amico mio,
gemma preziosa in un mondo di disperazione
alza gli occhi
e guarda il cielo.

Quel sole che amavi da bambino
è ancora là accompagnato dagli uccelli
che volano liberi.
Tu puoi essere come loro.

E allora liberati
amico,
vola via.

Elena M.

foto da: classtravel.it
Cari lettori, vi lascio con i miei più sentiti auguri di Buone Feste, 
a riflettere su qual'è la vera essenza della vita.
Vale la pena di essere vissuta accanto alla nostra "maledizione" in cui annegare?
Tanti auguri a tutti.

Dear readers, I leave you with my warmest season's greetings,
to think about what's the true essence of life.
It's worth being lived next to our "curse" in which drown?
Best wishes.
Elena M.

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